Fiume che attraversa una foresta e va vicino ad un castello

L’emergenza sanitaria che ci siamo trovati ad affrontare in questo particolare momento storico ci ha fatto sentire la mancanza di un rapporto intimo con la natura che ci ha portato a desiderare un nuovo modo di vivere e concepire gli spazi che abitiamo.

Il 21 Novembre si celebra la “Giornata nazionale degli alberi”, istituita dalla legge 14 Gennaio 2013, n.10, al fine di perseguire, attraverso la valorizzazione dell’ambiente e del patrimonio arboreo e boschivo, l’attuazione del protocollo di Kyoto, ratificato ai sensi della legge 1° giugno 2002, n.120, e le politiche di riduzione delle emissioni, la prevenzione del dissesto idrogeologico e la protezione del suolo, il miglioramento della qualità dell’aria, la valorizzazione delle tradizioni legate all’albero nella cultura italiana e la vivibilità degli insediamenti urbani.

Fairy Tree House Module

Per questo, colgo l’occasione per parlare di un mio progetto dal titolo fantastico Fairy Tree House Module”, ambientato nei pressi del castello di Mothe Chandeniers in Francia, presentato al concorso internazionale “Tree House Module” indetto  da Yac (Young architect competitions).

Un progetto che propone di abitare tra gli alberi mantenendo lo stesso approccio dell’ecosistema vivente che in essi prospera, conservando il più possibile intatto l’ambiente circostante ed entrando in relazione con esso grazie ad una interconnessione tra corde, fusti e chiome.

Symphony of enchanted land

Molteplici sono i riferimenti presi dalla natura in questo progetto che fonde reale e fantastico: nidi, alveari, uova e ciottoli per la forma; gocce di rugiada, vischio, frutti e nidi di uccelli di bosco per la disposizione tra i rami; ragni e nocciole per la struttura composta da un cuore interno ed un involucro esterno, entrambe sospese ed aggrappate agli alberi con tiranti e cavi di consolidamento ad alta tenuta intrecciati tra loro in modo tale da moltiplicarne le capacità di carico e resistenza alle sollecitazioni. L’uso di tale tecnologia di sostegno permette di essere liberi nella scelta dell’albero a cui appoggiarsi, pur prediligendo alberi come Quercus, Acer, ecc.

Disegno di una foresta con delle fate

Una visione che richiama alle case degli Evok di Star Wars, degli elfi di Lothlorien nel Signore degli Anelli, degli Eloi e dei Morlock nella Macchina del tempo. Una sinfonia di terre incantate declamate da Rhapsody of Fire e Blind Guardian in cui il visitatore si ritrova immerso in un’atmosfera animata da creature fantastiche che sembrano uscite dal film il Labirinto del Fauno o dalla serie tv Carnival Row, enfatizzata dall’idea di rendere navigabili con delle piccole imbarcazioni i canali attorno al castello, costellati di lucciole, lampade galleggianti nell’acqua e piccoli punti luce disposti lungo i sentieri di accesso ai moduli.

Il progetto

La casa sugli alberi è stata concepita per escursionisti, travel blogger, scout, studenti, artisti, appassionati di giochi di ruolo, ecc. Il luogo ideale per coppie di romantici innamorati o di eremiti in cerca di solitudine. Un luogo per immergersi in qualsiasi periodo dell’anno in una nuova forma di turismo sostenibile. Uno spunto per feste e/o weekend.

É composta da quattro sottomoduli il cui collegamento avviene alla stessa quota o su quote differenti a seconda della morfologia degli alberi circostanti: una zona giorno con un volume di 17,65 mc in cui domina l’elemento centrale del tavolo in vetroresina con sedimenti di fuchsite; una zona notte di 26,63 mc composta da un letto circolare matrimoniale; un bagno di 11,7 mc in cui il wc è senza scarico ed un deposito bagagli 7,85 mc;

Il volume complessivo è di 63,83 mc. In aggiunta si è pensato di progettare anche un modulo posizionato a terra, che riprende formalmente il manufatto della casa sugli alberi, differendosi per l’aggiunta di un sottomodulo sauna di 31,4 mc per un totale complessivo di 95,23 mc.

Ragazza che sta facendo una sauna

L’irregolarità della natura è riscontrabile sia nel disegno di pianta, prospetti e sezioni e sia nella cura dei dettagli di arredo, pensati anch’essi in armonia con il contesto come fusione tra materiali naturali ed artificiali (legno e resina).

Ogni modulo ha una propria identità poiché sono strutture dinamiche pensate per essere realizzate in diversi contesti ed eventualmente trasferite o rimosse a distanza di tempo, senza lasciare alcuna traccia del loro passaggio. Le possibilità di personalizzare la struttura sono infinite grazie alla diversa combinazione dei listelli che costituiscono il rivestimento esterno.

Gli unici due elementi che si ripetono invariatamente, sono i due cerchi che fanno da copertura e da pavimentazione dei moduli, su di cui è ripreso il motivo floreale delle vetrate della cappella, nascosta nel bosco attorno, realizzate da Paul Bitterlin nel 1868.  L’intera costruzione può avvenire direttamene in opera con delle impalcature, unendo le varie componenti lignee con le giunture (come tradizionalmente si realizzano le case sugli alberi); o come prefabbricato trasportato e collocato sul sito con l’ausilio di un camion dotato di braccio meccanico.

Disegno tecnico del progetto

Le aperture dei listelli esterni sono più piccole sulla facciata esposta a Nord e più grandi su quella esposta a Sud. La forma è ispirata dall’onda sonora prodotta dalla registrazione dei suoni della natura: un concerto di grilli, gracchi, fringuelli, campanacci, echi.

Ogni suono si lega all’altro in una modulazione di versi e canti in cui ogni animale, stelo d’erba e roccia costituiscono come in musica una nota che legandosi all’altra genera la sinfonia del tempo della natura e dell’uomo. I suoni naturali placano l’attività del sistema nervoso simpatico, responsabile delle risposte di lotta e fuga, mentre stimolano quella del sistema parasimpatico, adibito a riposo e recupero. Con un po’ di fantasia si può pensare che esse corrispondono esattamente a ciò che si sente all’esterno, meditando in silenzio all’interno. Tale listellatura funge anche da parapetto.

Una tenda scorrevole interna permette di personalizzare ulteriormente l’apporto di luce e la privacy. Le aperture interne sono in alluminio e doppio vetro. L’intelaiatura scorre a piacimento nel profilo incassato nella trave, sui lati Sud-Est, Sud-Ovest, Nord-Est e Nord-Ovest per garantire una buona ventilazione degli ambienti o conservare il calore nel periodo invernale.

Il raffrescamento nei periodi caldi è garantito dal posizionamento, qualora possibile, nei pressi dei corsi d’acqua e dalle chiome degli alberi che in estate impediscono l’infiltrazione dei raggi solari. In inverno invece le stesse chiome, perdendo le foglie, permettono l’ingresso dei raggi tra i rami, che incidono sulle superfici vetrate e determinano un controllato effetto serra, quindi calore interno che il rivestimento esterno trattiene e disperde lentamente durante la notte. L’illuminazione nelle ore notturne è data dalle strisce LED alloggiate nei profili in alluminio incassati nei pilastri interni della struttura.

Sala pranzo in legno immersa nel verde

 

Progettazione tecnologica ed ambientale: Marco Rateni (MR landart)

Progettazione degli interni: Raffaele Castellucci (Xkeno archlab) e Marco Rateni (MR landart)

Rendering esterni: Antonello Gallo

Illustrazioni: Alessia Cerrone