QUANDO L’ARTE INCONTRA L’ESIGENZA ABITATIVA

Il progetto nasce dall’incontro con una committenza con la passione per l’arte da una parte e l’esigenza di avere un edificio la cui distribuzione principale si estendesse su un unico livello dall’altra. Dalla fusione di quest’ultime ecco la progettazione di O-HOUSE.

 

L’idea principale è stata quella di creare due volumi architettonici, uno al piano terra ed uno al piano primo, collegati da un elemento nodale denominato “fulcro”.

I due volumi creati vengono interpretati con due funzioni diverse, che si evidenziano già dall’esterno attraverso le forme totalmente diverse.

Essi sono diversamente caratterizzati, il primo volume, semplice quasi puro, al piano terra, ed un volume al piano primo, frastagliato, la cui forma incavata al centro si slancia verso l’esterno in due direzioni opposte. Ad accentuare la diversità è il materiale utilizzato, diverso tra piano terra e primo.

Schema di funzionamento del progetto

Disegno tecnico della vista frontale della O-House

La progettazione di due volumi netti e distinti, oltre a spezzare la visione esterna dell’edificio, differenzia anche le rispettive interne funzionalità; la prima, al piano terra, ha una funzione residenziale ed ospita la zona giorno con annessa camera matrimoniale della committenza, in risposta ad una specifica esigenza; invece la seconda, al piano primo, ha duplice assegnazione, una residenziale dove si trovano le camere dei ragazzi con i servizi connessi, ed un’altra espositiva dove si ha un spazio proprio alla collocazione delle opere d’arte, di cui la committenza è proprietaria.

 

Il collegamento dei due volumi, chiamato “fulcro”, oltre ad avere la funzione strutturale di unione tra i due piani, è una passerella espositiva che accompagna l’utente alla visione costante delle opere d’arte, un museo privato, una sorta di spazio parallelo alla residenza.

Passando su di essa si entra all’interno dell’arte stessa, dimenticandosi per attimo della quotidianità, dando momenti di relax nel proprio ambiente privato.

Proprio come un museo lo spazio espositivo è illuminato indirettamente da una fascia luminosa proveniente dalla parte bassa dell’ambiente.

Schema della "passerella" che collega i vari piani dell'edificio

Al piano terra l’edificio è circoscritto all’interno di uno spazio verde privato la cui visione costante dall’interno avviene attraverso l’utilizzo di ampie vetrate prospicienti.

 

Coppia che passeggia attorno alla O-House illuminata la sera

Caratteristica principale di una delle due vetrate è l’utilizzo di un vetro traslucido che permette dall’interno la visione esterna, ma non permette dall’esterno una visione interna, garantendo costante privacy.

Il piano terra per un scelta progettuale viene alzato rispetto alla quota del livello strada, + ml 0.85, con il primo solaio a sbalzo, per accentuare la struttura ed allo stesso tempo renderla leggera e sospesa da terra.

 

 

Immagine che visualizza frontalmente tutte le stanze e i piani interni della O-House

Al piano primo le altezza standard di un edificio residenziali vengono sostituite da altezze più notevoli per dare snellezza alla struttura.

La parte esterna del piano primo dell’edificio sarà rivestita da lastre Equitone di colore terra cruda, in netto contrasto con la parte esterna del piano inferiore per il cui verrà utilizzato il colore bianco.

Vista frontale della O-House con una copia che discute nel balcone e una persona che passeggia sul marciapiede esterno.La struttura dell’immobile è stata pensata in cemento armato, e acciaio.

La parte in acciaio, per la presenza di grandi luci a sbalzo, è definita da struttura reticolare spaziale. Si evince dalle immagini, inoltre, come la struttura in acciaio nella sua leggerezza viene agganciata da un lato alla struttura in cemento armato e dall’altra viene appoggiata ai due pilastri in acciaio.

Disegno in prospettiva della O-House