Vista aerea della città di Badia

Ai nostri giorni il tema della rigenerazione urbana è sempre più ricorrente. Per il dizionario Treccani, “rigenerare” significa “generare di nuovo”, “rinnovare o riportare allo stato iniziale”, ed è proprio quello che il team della Cooperativa Badia Lost & Found ha prodotto a Lentini, comune siciliano in provincia di Siracusa. All’interno del quartiere Badia, nella città di Lentini, domina Palazzo Beneventano, con il suo blocco centrale settecentesco, unito alla Chiesa SS. Trinità (da lì “Badia”, ovvero abbazia).

L’edificio è fra i più importanti monumenti della Città di Lentini. Il barone Giuseppe Luigi Beneventano incaricò nel 1893 l’architetto Carlo Sada, già progettista del Teatro Massimo Bellini di Catania, che presentò, in prima istanza, un progetto che riguardava la totale trasformazione degli edifici esistenti e costituiti da due blocchi staccati tra loro: il primo blocco costituiva la parte più antica, ove risiedeva la zona “nobiliare”, l’altro blocco era già area abitativa rupestre, dove vi erano i magazzini, le stalle, i depositi etc.

Il progetto, che prevedeva due piani fuori terra, era incentrato sull’adeguamento della parte più antica, sul lato nord-est. Successivamente, su richiesta della famiglia Beneventano, l’architetto eseguì diverse varianti al progetto principale, fino alla scelta che è più vicina alla soluzione odierna: un solo piano fuori terra per la parte nord dell’edificio, che affaccia su Via San Francesco d’Assisi, un tempo Via Monastero. I lavori furono iniziati, ma mai completati.

Vecchia foto del Palazzo Beneventano

La tipologia dell’impianto edilizio deriva dagli edifici turriti e l’organizzazione esterna dei cortili è di forte richiamo allo stile mediterraneo. Da questo ingresso, si accede alla Corte Principale e dai suoi lati è possibile raggiungere l’Info Point, la Sala Conferenze, il Centro Studi, le Sale Expo, l’Osservatorio Astronomico e altre aree di servizio. Oggi, gli spazi del settecentesco Palazzo Beneventano ospitano il museo d’arte contemporanea, dal 2020 polo delle arti contemporanee riconosciuto e censito dal MIBACT– direzione generale creatività contemporanea.

Attorno al palazzo, oggi bene comunale ritrovato attraverso un lungo processo di interessamento, di riqualificazione e riattivazione a cura della cooperativa, si è avviato un processo rigenerativo che ha coinvolto lo spazio interno del quartiere Badia e ha reso il territorio leontino un crocevia di arti contemporanee, ritrovando nelle proprie origini, nuovi input da rielaborare con i nuovi linguaggi contemporanei.

 

Un luogo per decenni tradito, abbandonato, che tra gli anni ’70 e ’90 venne privato di un prestigioso patrimonio librario, di tele, suppellettili, arredi e collezioni di famiglia, perde la sua centralità divenendo un luogo di cattiva frequentazione. Lasciato ad usi impropri quali canile, usi abitativi irregolari, è stato più volte vittima di atti vandalici e, non per ultimo, fu adibito a deposito per i mezzi e gli attrezzi della nettezza urbana, ritrova in questi anni, grazie all’intervento della cooperativa, la sua dignità storico-culturale.

Restauro di una vecchia facciata

Restituire il palazzo, le antiche sale, la corte agli abitanti e riqualificare attraverso interventi socio-culturali il quartiere Badia, ha comportato un duro lavoro, fatto dalla creazione di legami territoriali, di cooperazione, di una visione collettiva futura in cui il recupero diviene tramite tra i linguaggi dell’arte contemporanea in tutte le sue discipline e la popolazione tutta.

Ragazzi che giocano con dei murales

Questo ha portato alla costituzione del parco urbano d’arte di Lentini, all’interno del quale sono presenti le seguenti opere:

  • Snoda e Fai – Lorena Fisicaro – 2017;
  • U beni veni ra terra – Giuseppe Gusinu – 2017;
  • Jacopo in love – Roberto Collodoro – 2017;
  • Moneta e Vespe – Corrado Inturri – 2017;
  • Leontinoi – Cecile Agnes – 2017;
  • Giuseppe Luigi Beneventano POP – Anastasia Pignatello – 2017;
  • Leoni Ciclopi – Gianluca Militello – 2017;
  • Araldica Beneventano – Ludovico Costa – 2017;
  • Omaggio a Graziella Vistrè – Antonio Barbagallo – 2017;
  • Ciaula – Stefano Maria Girardi – 2017;
  • Donna e Luce – Federica Orsini – 2017;
  • San Francesco – Roberto Collodoro – 2017;
  • Ruggero e l’Orca – Giò Pistone e Nicola Alessandrini – 2017;
  • Lisso – Corrado Inturri – 2018;
  • Testa di Mora con Tradescanzia – Giorgio Gieri – 2018;
  • Gorgia da Leontinoi – Marta Lorenzon – 2018;
  • Synopis – Gui Zagonel – 2018;
  • Rinascita – Gianni Andolina – 2018;
  • Il cortile dei Giganti – Franco Condorelli – 2018;
  • Retorica – Occhi e Bocche – Doriana Pagani – 2018;
  • Semiotica – Salvatore Scarfone – 2018;
  • Tre Santi – Roberto Collodoro – 2018;
  • Barone Giuseppe Luigi Beneventano della Corte – Salvo Muscarà – 2019;
  • Lettere in strada – Emanuele Vittorioso e Roberto Side Negrini – 2019;
  • Le porte del paradiso – Angelo Bramanti – 2020;
  • La primavera di Proserpina – Peppe Vaccaro – 2020;
  • Ethnika – Mauro Patta – 2020.

Murales con un ragazzo che disegna delle labbra

Nel 2017, nasce Badia Lost&Found per le arti contemporanee allo scopo di promuovere arte e cultura nel territorio del comprensorio leontino. Dapprima strutturata in modo totalmente informale, nel 2020 il collettivo del medesimo progetto ha adottato una profonda riforma statutaria che porta alla costituzione della Cooperativa Badia Lost&Found.

Palazzo colorato di verde

Nel corso degli anni, i cittadini e i luoghi del quartiere, della periferia e del territorio di Lentini, sono stati coinvolti tramite laboratori, workshop, installazioni ed eventi in loco. Badia Lost & Found, oltre a guardare al benessere dei cittadini e degli abitanti del quartiere, coadiuvando attività che migliorino la qualità del contesto in cui vivono, lavora costantemente sulla creazione di pratiche virtuose di accoglienza ed ospitalità, dove il viaggiatore diventa parte della comunità. La presenza, in crescita, di interventi d’arte contemporanea pubblica, sta positivamente impattando sul mercato immobiliare locale e dell’industria del turismo, divenendo volano per l’economia locale.

La comunità di Lentini, attraverso gli interventi rigenerativi, ha ritrovato le proprie origini costruendo, insieme alla cooperativa Badia Lost & Found, un varco pieno di opportunità per il loro futuro.