Disegno artistico di una città con colori bianchi, rossi, gialli e blu

La rigenerazione urbana in Italia è iniziata da qualche settimana e ad autorizzarla, senza troppa burocrazia ed in barba all’ipocrisia delle nostre intenzioni, sono stati gli eventi.

Un inizio incredibile che ha dato modo a tutti di vedere quanto si può incidere sullo spazio intorno a noi. In poche settimane, con la limitata invasione umana dovuta alle restrizioni per il Covid-19, la natura ha preso l’iniziativa e ha iniziato a rigenerare i luoghi dell’uomo.

I canali di Venezia popolati di pesci e nei quali si rivede il fondale, il Tevere il Po, l’Arno e tutti i fiumi che riprendono colori che avevano abbandonato da tempo, lepri nei giardini di Milano, delfini nel porto di Cagliari, lo spettacolo della Natura riprende a vivere nelle nostre città. Mi ha colpito molto il tono tra l’entusiasta ed il sorpreso di amici di Milano che, anche se costretti a casa, escono al balcone o sul terrazzo per “respirare aria pulita” come a sottolinearne il cambiamento e soprattutto la precedente mancanza.

La Rigenerazione Urbana di cui tanto parliamo in Italia e che sempre fatica ad innescarsi per burocrazia ma anche per povertà di concetti, è partita spontaneamente anche in conseguenza ad una tragica e dolorosa situazione di emergenza.

Foto di un balcone con dipinta la bandiera italiana sulla ringhiera

Rigenerazione Urbana Italiana – Credit foto: Made In studio

Questo ci dà l’occasione per rivedere il nostro concetto di coesistenza con il tutto del quale facciamo parte e che si è ribellato con forza gridandoci che è questo il momento di cambiare, dandoci un’altra, l’ennesima occasione che dovremo essere decisi a non sprecare.

La seconda fase della Rigenerazione Urbana tocca a noi che ora guarderemo con occhi nuovi ed innamorati le nostre città, che non saremo intorpiditi dalla quotidianità e assuefatti dal brutto, chiusi in un giudizio piallato dai nostri impegni che non ci fanno alzare lo sguardo ed ammirare a cosa la Natura e l’Uomo sono capaci di creare.

Questa tragedia che ha investito il nostro tempo ci sta dando in cambio dei tanti patimenti la possibilità di essere migliori, di agire e decidere diversamente nell’idea che il bene degli altri è anche il bene proprio.

Ripensare gli spazi e ripensare lo stile di vita, ora sta a noi.

Vignetta in bianco e nero di una famiglia impegnata a cucinare in cucina

Adattarsi allo spazio giorno – Credit illustrazioni: Vamshidhar Beera

In questo l’Architetto ha il dovere di uscire dalla gabbia speculativa che gli è stata costruita intorno, tornando a perseguire concetti e moralità più elevate.

Socialità, soluzioni sostenibili, spazi adeguati non devono più essere opzioni di una progettazione, ma punti di partenza per l’ottenimento di un principio di qualità che va ritrovata.

Come spesso accade basterà guardarsi indietro per recuperare i concetti di progettazione morale che hanno accompagnato la nostra società fino all’epoca speculativa degli anni 60/70 dello scorso secolo momento dal quale la ricerca di ottimizzare i ricavi riducendo gli spazi ha annullato il dovere di fornire vivibilità allo spazio domestico, visto quasi solo come luogo del dormire a chiusura di una giornata all’esterno.

In questi giorni ci siamo tutti resi conto della necessità di avere spazi domestici che non siano claustrofobici tentativi di ottimizzare gli spazi. È anche quello che si dovrà fare ora, ottimizzare, ma non nel senso economico finanziario a vantaggio dei costruttori, ma di tendere a migliorare la qualità del costruito.

Vignetta in bianco e nero di una coppia che passano il tempo in camera

Adattarsi allo spazio notte – Credit illustrazioni: Vamshidhar Beera

Diventano fattori di valutazione la presenza di terrazzi e balconi abitabili, la presenza di più bagni o la predisposizione alle soluzioni tecnologiche, come la presenza di una stanza in più rispetto al numero dei famigliari a discapito di piccole dimensioni la scarsa luminosità, la rumorosità e gli impianti obsoleti.

Questa è solo una delle valutazioni, in questo caso, presa dal “Sole24” che riprende una considerazione di “Scenari Immobiliari” che per loro natura traducono il tutto in valutazione economica, ma che rappresenta la crescente consapevolezza del cambiamento. Saranno gli Architetti a dover definire i nuovi paradigmi della progettazione, elementi base da dosare con cura per ottenere come risultato una Architettura che ha al centro il rapporto dell’uomo con lo spazio costruito e naturale.