Volto di una statua in marmo nero

Nella lunga lista di iniziative appartenenti alla “designweek network” figura anche l’edizione udinese (Udine design week 02.03.2021 – 10.05.2021) proposta dal Museo del Design in Friuli Venezia Giulia, MuDeFri1, e realizzata sotto la direzione artistica di Anna A. Lombardi e Daniela Sacher. L’idea alla base della Udine Design Week è promuovere la città attraverso nuovi punti di vista dettati dalla creatività e dal design.

I protagonisti sono i negozi del centro storico di Udine, le aziende del territorio e i designer, coinvolti in una speciale collaborazione che mira ad alimentare un senso di appartenenza al territorio, promuovendo consapevolezza sull’importanza dei rapporti sociali, in un’era digitale in cui molto spesso sono dati per scontati.

Il punto di forza dell’iniziativa è proprio quello di creare un’occasione di incontro tra il talento e la fresca creatività dei designers e l’esperienza relazionata alla maestria di botteghe e aziende locali, mettendo in sinergia i diversi settori che rendono il nostro tessuto economico e culturale unico. Perché fare sistema significa essere più forti! Il tema viene scelto successivamente a diverse analisi relative agli orientamenti del design in ambito internazionale e chiede a tutti i gruppi di lavorare in sinergia per la definizione del progetto finale che sarà l’allestimento della vetrina del negozio assegnato.

Centro di Udine durante la Design Week

Quest’anno il tema è “semplicità complesse”, una dicotomia che rispecchia il periodo storico che stiamo vivendo in cui si è imposta la necessità di semplificarsi la vita a vari livelli: personale, pubblico, produttivo. La semplicità oggi consiste nel sottrarre l’ovvio e aggiungere il significativo, nel togliere il superfluo per ottenere di più con meno.

A questo proposito vorrei raccontare la mia personale esperienza all’interno di questa iniziativa. Sono Giulia, una giovane architetta impegnata su più fronti, con una costante voglia di crescere e affrontare nuove sfide. Con il collettivo di cui faccio parte (Mirabilis Imago2) cerchiamo di raccontare storie e pensieri attraverso il design.

Nell’occasione della Udine Design Week, mi sono interfacciata con due grosse realtà a livello internazionale: Vrech3, con sessant’anni di esperienza nella lavorazione di marmo e pietre naturali, realizza prestigiosi progetti di interni in tutto il mondo curandone ogni minimo dettaglio; mentre la vetrina destinata all’allestimento è di Falconeri, noto brand di abbigliamento conosciuto soprattutto per i suoi filati di alta qualità.

Vetrina del negozio Falconeri con tre statue in marmo bianche e nere

L’allestimento riprende questa dicotomia materica, marmo e filato, esaltandone l’essenza. Le sembianze umane incalzano l’elemento manichino, proponendone una versione minimalista intrisa di significato. Complicare è facile, semplificare é difficile. Secondo Steve Jobs la semplicità è spesso più difficile della complessità e la difficoltà sta nel rendere le nostre visioni chiare e determinate.

Il concept di “Anthropos” riprende questi concetti progettuali e propone una visione minimalista della complessità umana, spogliata di ogni sua forma e carattere, ma arricchita di un valore ritrovato. Citando Munari “Togliere invece che aggiungere vuol dire riconoscere l’essenza delle cose e comunicarle nella loro essenzialità. Eppure quando la gente si trova di fronte a certe espressioni di semplicità dice inevitabilmente “questo lo so fare anche io”, dando meno valore alle cose semplici perché a quel punto diventano quasi ovvie.”

Statua minimale di un uomo in marmo
Statua in marmo nero

In questa dicotomia, la figura umana qui rappresentata alla minima essenzialità, diventa rappresentazione di una società odierna, simboleggiata dall’individuo in prima persona: “the human being”. I problemi non solo sociali che stanno affliggendo gli ultimi anni, portano in evidenza l’importanza dell’Essere, la cui collettività priva l’individuo della centralità ed importanza delle sue diversità, troppo spesso oscurate da canoni sociali irraggiungibili e dalla ricerca ossessionata della perfezione.

L’accostamento di elementi derivati dagli scarti della produzione del marmo, riprende una visione futuristica sostenibile, dove l’impiego di questi prodotti, trova nuovo valore in artefatti arricchiti di significato. La scelta di partire dall’unione di questi oggetti, nasce dalla necessità di ridare valore all’essenza della materia: il marmo.

Dettaglio di alcuni blocchi di marmo
Blocchi di marmo neri

1 – https://mudefri.it/it/mostra/Udine-Design-Week-21-home/homeudw
2 – https://www.instagram.com/mirabilis.imago/
3 – https://www.marmivrech.it/it/