Mostra Buone Nuove

Al museo MAXXI di Roma fino al 11 Settembre 2022 si tiene la mostra Buone Nuove Donne in architettura a cura di Pippo Ciorra, Elena Motisi e Elena Tinacci. La mostra intende documentare il ruolo della donna nel mondo dell’architettura nella contemporaneità e nel corso di più di un secolo, durante il quale la figura dell’architetto è profondamente cambiata. A partire dallo stereotipo dello studio di architettura con un uomo solo al comando, nel ‘900 le donne hanno iniziato ad essere sempre più presenti negli studi sino a ricoprire nell’attualità anche ruoli di leadership assoluta. A caratterizzare il nostro tempo è perciò un panorama piuttosto eterogeneo fatto di coppie, collettivi e compagini variabili.

Buone Nuove è una mostra storica e di ricerca che ha impegnato per molti mesi il Dipartimento di architettura del MAXXI nella selezione delle protagoniste dell’architettura, nella scelta del materiale e dei metodi per far conoscere l’architettura al grande pubblico. Molti dei materiali esposti resteranno a far parte della collezione del museo anche al termine della mostra. La collezione si arricchirà così di lavori realizzati da donne nel tentativo, da parte del MAXXI, di raggiungere un equilibrio di genere anche da questo punto di vista.

Allestimento Lu Wenyu Plastico

La mostra è l’esito di una scelta forte: quella di presentare al pubblico solo una parte del panorama architettonico internazionale, una parte al femminile. Una scelta che nasce dal desiderio di aprire uno squarcio su una realtà ancora poco conosciuta e di affermarne chiaramente la presenza. Donne che sono esempi, modelli e riferimenti, per troppo tempo sminuite, messe in ombra, accostate a figure maschili che potessero giustificarne il successo. Buone Nuove fa conoscere ad appassionati e neofiti tante donne architetto cercando di liberarci da un pregiudizio, ancora purtroppo molto diffuso, che distingue ruoli maschili e femminili, e vuole suggerire che la presenza significativa delle donne in architettura renderà l’architettura stessa più capace di rappresentare i cambiamenti della società e rispondere alle esigenze della contemporaneità. In questo senso, se ne nel 2022 si avverte la necessità di una mostra che svolga questo compito, è ancora molto lungo il cammino da percorrere per una concreta e sentita parità di genere. La realtà è profondamente mutata da quando Plautilla Bricci, alias l’Architettrice, nata a Roma nel 1616, riuscì ad entrare all’Accademia di San Luca e divenne il primo architetto donna della storia, ma le donne sono ancora spesso invisibili e sottovalutate se è l’iniziativa di un’istituzione a legittimarle.

Sezioni

Buone Nuove si articola in quattro sezioni tematiche: Storie, Pratiche, Narrazioni e Visioni.

Storie è un archivio di figure femminili, novanta nomi, figure salienti e meno note che attraversano il ‘900 e che spesso sono state private del ruolo ufficiale di architetto. Figure che hanno segnato svolte radicali: dalla  finlandese Signe Hornborg, prima laureata in architettura nel 1890, Elena Luzzatto, la prima a laurearsi in Italia, passando per Gae Aulenti, Charlotte Perriand, Lina Bo Bardi, Franca Helg, Cini Boeri e Zaha Hadid (prima donna premio Pritzker nel 2004) fino agli esempi più interessanti dell’architettura contemporanea.

Pratiche individua undici figure, considerate casi esemplari per la qualità delle loro architetture, contraddistinte da modi diversi di interpretare la professione e dalla lotta per l’uguaglianza professionale. Tra queste: Kazuyo Sejima, Benedetta Tagliabue, Elizabeth Diller e Grafton Architects.

Allestimento Elizabeth Diller

Allestimento Grafton Architects

Narrazioni è costituita da dodici interviste a protagoniste del settore, professioniste e ricercatrici, a cui è stato chiesto di esprimere il proprio punto di vista sull’evoluzione del ruolo della donna in architettura. Visioni nasce da un workshop, l’Architecture Film Summer School, organizzato dal MAXXI e finalizzato alla realizzazione di opere sul rapporto fra genere e spazio. È composta da cinque video che offrono diverse interpretazioni del tema, dalla riscrittura dello spazio pubblico alla performance.

Un’ulteriore sezione, Unseen di Frida Escobedo, curata da Elena Motisi, chiude la mostra, facendo riflettere sull’invisibilità della figura femminile. Il progetto presenta l’artista Anni Albers attraverso un episodio: la costruzione dell’hotel Camino Real in Messico per i giochi olimpici del 1968. Anni Albers fu l’unica artista donna coinvolta in questo progetto ed il suo lavoro in quel contesto è stato dimenticato per essere riscoperto nel 2019 e reinterpretato dall’architetto Frida Escobedo appositamente per il MAXXI.

L’allestimento

L’allestimento di Buone Nuove, curato dall’architetto Matilde Cassani, è un percorso dinamico che attraversa la galleria 2 del museo e vede alternarsi spazi aperti caratterizzati dalla presenza di otto grandi tavoli, su cui si dispiegano le Storie (i titoli dei tavoli tematici sono: Prime Donne, Mise en scéne, La città delle donne, Lady manager, Nomadismi, Duetti, Voci e Tracce), e spazi racchiusi all’interno di involucri bianchi che contengono le Pratiche.

Allestimento Dorte Mandrup

Modelli di architetture campeggiano in ogni parte del percorso e in svariate dimensioni, dal piccolo plastico di studio al grande modello che si relaziona con i visitatori in modo più diretto. Tra i tavoli trovano posto ad esempio il modello in schiuma dell’ampliamento del Museo di Storia Naturale di New York, dello Studio Gang, il modello dell’edificio ‘Stone Garden’, di Lina Ghotmeh a Beirut e lo spazio culturale ‘The Shed’ a New York di Elizabeth Diller. TV e cuffie segnano tutta la mostra offrendo utili approfondimenti. Un percorso denso di storia, di attualità, di suggestioni e ispirazioni. Particolarmente affascinante l’installazione Room for introspection della nigeriana Miriam Kamara: un ambiente scatolare sulle cui superfici nere trovano posto oggetti del Tuareg e foto relative alla campagna di colonizzazione del Congo che ci restituiscono un’istantanea suggestiva del contesto in cui l’architetto vive e lavora. Anupama Kundoo, di origine indiana, presenta invece una ricerca sulla sostenibilità ambientale ed economica con un focus sull’uso del fibrocemento per costruzioni prefabbricate.

Allestimento Anupama Kundoo

Lezioni

In occasione della mostra il MAXXI propone un nuovo ciclo di lezioni: le Storie dell’architettura, con relatori Pippo Ciorra, Margherita Guccione, Mario Lupano e Paola Nicolin per quattro differenti appuntamenti previsti durante i mesi di Febbraio e Marzo.