Foto del salotto con un divano e un tavolo con sopra orchidee

Il luogo e il tempo

“Non esiste il passato, tutto è simultaneo nella nostra cultura esiste solo il presente, nella rappresentazione che ci facciamo del passato, e nell’intuizione del futuro. (Gio Ponti)

La casa di una coppia, all’inizio del loro progetto di vita. Da poco sposati e un bambino in arrivo, sorpresa sopravvenuta proprio durante le fasi di progettazione. Giusto in tempo per stravolgere un po’ i piani.

La casa, un appartamento di famiglia, in zona semi centrale della città di Palermo. Un immobile degli anni ’50, fortemente caratterizzato da una planimetria a sviluppo longitudinale, soffitti alti e pavimentazioni in marmo policromo. Ogni ambiente ha la sua pavimentazione in marmo: tipologia, formati e colori diversi.

Le aspettative dei committenti erano quelle di una casa conviviale, spazi meno frammentati a favore di una zona giorno più ampia, direttamente collegata alla cucina da mantenere tradizionalmente in ambiente separato. Lo spirito progettuale condiviso e accettato dalla committenza era quello di mantenere la “memoria” della casa e farne un racconto tra passato e futuro.

Il progetto

“l’architettura costruita si carica di tutta una serie di elementi spuri, non previsti, che danno però una sostanza al progetto” (U. Riva)

Planimetria del progetto

Distribuzione funzionale fortemente condizionata dall’originario schema distributivo, costituito da un lungo corridoio, che disimpegna i vari ambienti della casa.

Il corridoio è così diventato un percorso verso la zona “aperta” della casa. Dove il fuoco visivo del percorso è dato dall’imponente volume in alluminio (mobile contenitore e libreria), cerniera tra zona giorno, cucina e corridoio. Lungo questo percorso, la casa racconta il suo passato con le pavimentazioni, le porte originali e l’originale partitura delle camere disimpegnate.

Salotto con divano grigio e tavolo. A lato una libreria

Pavimentazioni, porte interne e alcuni marmi di rivestimento sono diventati il lessico del nuovo intervento. Un progetto deciso ma con rispetto della casa appunto.

In comune accordo con la committenza, lo Studio ha deciso di mantenere le pavimentazioni originarie in marmo, fortemente caratterizzanti (ad esclusione della cucina e stanza da letto padronale, per motivi tecnici), anche nelle situazioni più complesse, dove i nuovi ambienti, unione di precedenti frammentazioni, dichiarano apertamente le loro origini con le tracce sui pavimenti e l’accostamento libero delle pavimentazioni originarie.

Retro di una libreria tra salotto e corridoio

Così il resto delle definizioni si sono confrontate con l’impronta forte data dalle policromie dei marmi. Allo stesso modo l’intervento sul bagno principale ha salvaguardato i rivestimenti esistenti intervenendo su arredi, sanitari e impianti, per rinnovarlo sia formalmente che funzionalmente. Nessuna deroga a mimetismi o interventi mitiganti tra passato e futuro, pur lavorando su un ricercato equilibrio della composizione.

Bagno con rivestimenti in marmo

L’illuminazione artificiale, ridotta all’essenziale e senza esibizionismi, è la punteggiatura di questo racconto.

La materia

“Per me la qualità dei singoli materiali con cui si crea un’opera architettonica è molto più importante di un approccio esibizionistico e virtuoso che preveda in uno stesso progetto l’impiego di diversi materiali inaspettati” (J. Pawson)

Dettaglio lavabo in marmo bianco

Sempre ridotti al minimo gli interventi sul “contenitore”, come da attitudine progettuale dello studio, sulla materia si sviluppa il racconto del progetto: marmi, legno, alluminio, malta ecologica e vetro. Contrasti e accenti dello stesso quadro. La luce trattenuta e quella riflessa: un continuo rimando alla ricerca dell’equilibrio di cui si parlava. Tutti gli arredi fissi sono stati realizzati su disegno da artigiani locali utilizzando un rivestimento in alluminio per l’elemento contenitore del soggiorno e per il mobile bagno.

L’isola/tavolo della cucina è stata anch’essa realizzata su misura, in massello di frassino, integrando impianti e attrezzature della parte tecnica della cucina, di produzione industriale. Non facili le soluzioni tecniche progettate e di conseguenza realizzate per integrare la parte impiantistica a servizio del piano cottura. Con l’obiettivo di un tavolo ridotto alla sua essenza minimale, un tavolo monacale per il principale rito familiare: riunirsi intorno al tavolo della cucina, il focolare domestico.

Tavolo in legno massello sull'isola della cucina

Le nuove pavimentazioni, necessarie per consentire l’aggiornamento impiantistico e i rivestimenti dei bagni sono stati realizzati in malta ecologica mono-componente in emulsione acquosa e cariche naturali al quarzo. Superfici continue dai toni neutri in netto contrasto formale con le preesistenze ma in linea per l’essenza naturale delle materie.

 

Crediti

Progettazione e direzione lavori: arch Luca Grammauta – UAIG_architettura
Impresa esecutrice: Ditta Edile di Giusepppe D’Agostino
Opere di falegnameria: Pianeta legno ebanisti
Rivestimenti / Pavimenti: Malte ecologiche Arte Viva
Illuminazione: Flos – Linealight – Designluce
Arredi: Rimadesio – Calligaris – Arredo3
Opere in marmo: Palumbo marmi
Opere in vetro: Buscetta vetri
Forniture: Pirrera Ceramiche / Ganci arredamenti / Longho
Foto: Luca Grammauta